lunedì, 20 ottobre 2008
Cure antistress e tsunami finanziario
Joseph Cassano non è lo zio d’America del nostro giocatore di calcio. Ma di certo è il classico stereotipo dello parente emigrato di novecentesca memoria: ricco, arrivato. In poche parole: self-made man. Joseph è stato il manager creativo al quale, più di altri, è stata addebitata la responsabilità del crollo della statunitense AIG, il maggior gruppo assicurativo del mondo.
E’ diventata il leader delle polizze assicurative Usa e la prima fornitrice di rendite a tasso fisso, uno dei prodotti su cui si basa il sistema previdenziale di milioni di pensionati americani. Ma l’AIG, grazie anche all’attività di Joseph, si è gettata a capofitto nella finanza creativa, agendo come banca d’affari, e si è trovata ora più che mai esposta sui derivati si aggiri sui 441 miliardi di dollari (oltre 300 miliardi di euro).
Per questo il nostro zio d’America sta continuando a ricevere oltre un milione di dollari di onorari, come ha denunciato recentemente il Washington Post. E questo è il meno, se si pensa che l’ex Chief executive Martin J. Sullivan, la cui gestione triennale ha coinciso con la massima esposizione al rischio della banca, sta ricevendo ben cinque milioni di dollari di performance bonus.
E tutto questo nonostante Sullivan abbia avuto un ruolo non indifferente nel ridimensionare gli avvertimenti dei revisori esterni (novembre 2007) sulla debolezza intrinseca e sui rischi connessi alla gestione del rischio della banca.
Ma AIG non è una banca qualunque, ed un suo eventuale fallimento trascinerebbe nell’abisso imprese e risparmiatori. Ed è per questo che la Federal Riserve, che s’è girata dall’altra parte sulla crisi di Lehman Brother’s, ha deciso di intervenire. Intanto con 20 miliardi di dollari, e poi con una linea di credito garantita dal piano di salvataggio faticosamente approvato dal Congresso nelle scorse settimane.
Oltre 85 miliardi di dollari versati nelle casse di AIG, per sostenere un colosso della finanza le cui corresponsabilità nella crisi sono evidenti, ma un sostegno obtorto collo, perché il fallimento meritato (secondo le leggi del libero mercato) trascinerebbe con sé un intero paese ed avrebbe ripercussioni non prevedibili in tutto il mondo.
85 miliardi di dollari dei contribuenti statunitensi. Che sono stati ringraziati dai dirigenti dell’Unità assicurativa dell’AIG una settimana dopo, con un viaggio in un weekend di riposo in un resort della California:  oltre 440mila dollari spesi, di cui 32mila per cure termali.
Per riprendersi dalo stress...
postato da: fairwatch alle ore 12:15 | Permalink | commenti
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categoria:istituzioni e globalizzazione, commercio e finanza